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SUONARE UNO STRUMENTO E' UN' ESPERIENZA UNICA

Spesso si sente dire che studiare musica, classica naturalmente, rappresenta una fonte di arricchimento culturale. Oppure che persone che sappiano padroneggiare uno strumento musicale siano più intelligenti ed abbiano aumentato le loro capacità cognitive grazie allo studio della musica. Per prima cosa ascoltare o tenere un concerto è un'esperienza più vicina al mondo dello spettacolo che a quello culturale. Io sinceramente non ho mai riscontrato un legame infallibile tra musicisti colti e artisti. Per fare un esempio, nei nostri Conservatori e nelle nostre Scuole Medie, ci sono alcuni professori che hanno solo il diploma di licenzia media oppure un diploma di maturità, ma ciò non toglie che siano insegnanti e sappiano suonare bene uno strumento. Suonare uno strumento è un'altra cosa. C'è il fatto fisico di produrre suoni, di "dar vita ad uno strumento" che, nelle mani di chi non lo conosce è poco più di un mobile, una suppellettile. Nessun bambino o ragazzo si avvicina ad uno strumento e alla musica preso dall'aspetto culturale o ridicolmente pensando di dover diventare più intelligente.

Alcune settimane passate il mio parroco nel commentare il vangelo e spiegare i benefici della scoperta della fede, ha fatto un paragone con la musica: "... Chi impara a suonare uno strumento, a conoscere la musica sin da bambino, gode tutta la vita una felicità piena ed appagante. Chi non l'ha mai provata non sa cosa si perde e ciò avviene anche per la fede..."

Capisco e apprezzo lo slancio che nutrono verso la musica gli appassionati, chi l'ascolta e chi la organizza, ma suonare è un'altra cosa: è un' esperienza unica e clamorosa è paragonabile forse solo all'unione sessuale tra due individui.

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