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CONSOLATION


Hai mai premuto “play” con un po’ di paura? Sì, proprio quella paura che ti prende quando stai per riascoltare qualcosa che hai scritto tanto tempo fa... come se stessi riaprendo un vecchio cassetto pieno di emozioni dimenticate.

Ecco, stamattina è successo anche a me. Fuori il cielo era grigio, con quell’odore di pioggia che ti fa venir voglia di una tazza di caffè e di qualche buona nota d’organo… così ho deciso di riascoltare “Consolation”, una mia composizione che fa parte del primo volume di Manualiter

Non lo facevo da tanto, e ti confesso: ho esitato un attimo prima di premere “play”. Sai quando hai paura che qualcosa non ti parli più come prima? E invece… sorpresa! Le prime note mi hanno riportato subito in quello stato di calma profonda, dove la musica nasce davvero: tra malinconia, dolcezza e una fede silenziosa.

C’è in Consolazione una semplicità che non avevo più notato — il tema si distende piano, come una melodia che sa già dove andare, senza bisogno di spiegarsi troppo. E ho pensato: forse questa è la vera bellezza della musica — dire tanto, con poco.

Ma la parte più bella è stata questa: in questa mattina uggiosa, quella melodia — la mia melodia — mi ha regalato una ventata di serenità. E ho capito che, forse, la vera “consolazione” non è solo nella musica… ma nel riscoprire che ciò che abbiamo creato continua a parlarci, anche quando smettiamo di cercarlo.

Se ti ho incuriosito anche solo un po’, ti invito ad ascoltare “Consolazione” — la trovi su Spotify, su YouTube, o semplicemente cercando Leonardo Antonio Di Chiara, Manualiter. Magari ti farà compagnia in una giornata come questa… grigia fuori, ma piena di luce dentro.

E se ti va, fammi sapere che cosa ti ha trasmesso.Perché, in fondo, la musica vive davvero solo quando qualcuno la ascolta.


 
 
 

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